Sopravvivenza e Vita Eterna

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In viaggio con voi

Sono ancora io, qui a continuare questo viaggio straordinario , le cui cronache racconto lungo tutto il percorso, tappa dopo tappa.
Questo ultimo resoconto , “UN VIAGGIO NELL’INFINITO AMORE,” è dedicato a tutti voi, a coloro che lo hanno percorso da lungo tempo, a chi lo ha iniziato da poco, e anche a coloro che non credono ad una realtà invisibile ai loro occhi. Sono ormai 42 anni ormai che ho alzato le vele per navigare in mari sconosciuti, a volte tempestosi, ma sono sempre approdata in terre fertili, apportatrici  di conoscenza e amore. Non è stato facile , ve lo garantisco, ma lo rifarei altre mille e mille volte!
Oggi mi sono ritrovata a sfogliare i miei ricordi per raccontare la cronaca di questo viaggio, ancora in corso, e anche a riprendere e riascoltare quelle “ voci” che hanno segnato l’inizio del viaggio e che oggi rappresentano soltanto un mezzo per raggiungere il loro primario scopo: oggi non servono più a me, ma possono essere preziose per tutti coloro che, dilaniati dalla sofferenza hanno bisogno di credere  per continuare a vivere.
Anche questo ultimo atto ha comportato tempo e fatica, in un momento in cui l’età ha infiacchito il corpo e la mente avvertendo tutto il peso di questi anni. Deposito  tutto il mio lavoro nelle  mani di  coloro che vorranno proseguire sulla strada della conoscenza: sarebbe un peccato concludere la nostra esistenza senza chiederci ciò che ci attende dopo la morte fisica, e magari scoprire che “ la morte non esiste!”
Ora non mi resta che distruggere ciò che ha rappresentato  il mezzo, tutto quello che di materiale mi è stato utile per giungere ad un risultato che mi ha permesso di interiorizzare e divulgare tutti gli insegnamenti ricevuti: gli appunti e i quaderni con i segni incancellabili della mia sofferenza, delle mie lacrime, le bobine, i nastri  le cassette, preziosi mezzi di cui mi sono servita per tanti anni e che hanno segnato l’inizio della mia storia infinita. Si, perché, come tutti i segni che giungono dall’altra dimensione, rappresentano il linguaggio di cui i nostri cari si servono per farci giungere la loro ” voce e presenza accanto a noi” Dal momento però che  abbiamo afferrato  il significato di quel segno, non serve più conservarlo ma imprimerlo nel cuore e nella mente  facendo leva sul nostro amore per loro; questo ci permetterà di modificare i nostri comportamenti e aderire ai “loro” bisogni anziche ai nostri.  
Questo ultimo volume  è un messaggio di continuità  e di vita: sonfiggendo la paura della morte potremmo ancora  inneggiare alla vita e all’amore ; continuare il nostro percorso e perseguire  il fine per cui siamo venuti al mondo.
Se vorrete, fatelo vostro, solamente vostro e contribuirete anche a tutto ciò di cui beneficerà il nostro prossimo a cui devolverò i miei diritti d’autore, come ho sempre fatto.
Che lo “spirito “ del Natale attraversi i vostri cuori sempre e comunque.

Gemma
E’ USCITO L’ULTIMO LIBRO
 
DI GEMMA CANDIDA DE MATTEO COMETTI
 
 
“Un viaggio nell’infinito amore”. E’ questo il titolo dell’ultimo libro di Gemma Candida de Matteo Cometti, pubblicato in questi giorni da Scorpione Editore (info: scorpioneeditrice@libero.it oppure www.editricescorpione.it). Il libro, che contiene anche un Cd audio, è arricchito dalla presentazioni di Enzo Decaro, Daniel Lumera e Umberto Di Grazia, nonché dalle testimonianze di Barbara e Marcello Cometti, i fratelli sopravvissuti al giovanissimo Davide, che perse la vita a nemmeno 17 anni nei fondali del mare di Taranto il 29 agosto del 1978. Da quella tragica scomparsa ebbe inizio la lunga, faticosa e dolorosa ricerca di Gemma, che caparbiamente e non senza sofferenza, anche grazie ai preziosi suggerimenti di una pioniera della metafonia in Italia, Gabriella Alvisi, iniziò la sua ricerca di quel ponte d’amore che indissolubilmente ci lega e ci mette in contatto coi nostri cari passati nell’altra dimensione. Una dimensione di Luce e di Amore, secondo gli insegnamenti che da quella dimensione spirituale giungono copiosi. Questo libro, il nono volume scritto da  Gemma Candida de Matteo Cometti, rappresenta la summa di una ricerca durata 41 anni, che si è andata evolvendo nel tempo passando dall’utilizzo di un vecchio magnetofono “Geloso” sino a quella che l’autrice definisce “audizione interiore”. Il libro peraltro è impreziosito da un cd audio che contiene i segni più eclatanti ed inequivocabili giunti dal mondo della Luce.     
 
Dice Gemma: “Oggi per me la metafonia è soltanto un lontano ricordo poiché il mio percorso, attraverso i diversi passaggi, configura una completa simbiosi con mio figlio; i nostri spiriti si sono incontrati e camminano insieme su due dimensioni diverse. Nella mia continua ricerca sono affiorate, col tempo, quelle facoltà psichiche in grado di interiorizzare il pensiero e creare una sorta di “audizione interiore” o meglio, una “telepatia d’amore”. Oggi, riascoltando decine di cassette e bobine, mi rendo conto che quella delle “voci”, come inizio, sia la prova più efficace, valida e convincente per tutti: credenti e atei che siano. Nel momento in cui senti un figlio che credi morto, chiamarti “MAMMA” hai la precisa sensazione di possedere la chiave di tutto; il velo che ricopre il mistero si solleva per mostrare la realtà della sopravvivenza e della vita eterna e allora capisci che la morte non esiste!”.
 
Come afferma nella sua prefazione il ricercatore internazionale Daniel Lumera, “per me la vita di Gemma Cometti è qualcosa di autentico, di reale, di profondamente reale. E’ qualcosa di autentico nel dolore reale, autentico nell’amore reale e autentico     nella durezza e nella dolcezza presente nelle sue parole quando proteggono e quando conducono ad un grande dono di conforto e di ascolto per tante persone che avevano insieme a lei fatto l’esperienza di quel tipo di dolore: la perdita di un figlio, la perdita di una persona cara. Dando non semplicemente speranza ma proponendo ascolto, proponendo fiducia in quell’ ascolto e proponendo soprattutto la capacità di farsi guidare dalla vita nell’aspetto più profondo della vita. Tutta l’opera di Gemma, dai convegni ai suoi scritti, sono permeati da una grande determinazione, dalla sua fermezza, dalla sua tenacia che non ha mai vacillato di fronte alle avversità anche quando tante persone le hanno sentito dire “non ce la faccio più”. Lei invece ce l’ha sempre fatta e questo è un esempio, un esempio di vita e di coraggio”.


L’ASSOCIAZIONE ”SOPRAVVIVENZA E VITA ETERNA “ COMUNICA CHE, A CAUSA DEI NOTI AVVENIMENTI, E CON MALINCUORE, IL CONVEGNO ANNUALE HA SPOSTATO LE SUE DATE AL 9/10/11/ APRILE 2021. IL PROGRAMMA, GIA’ MESSO A PUNTO DA TEMPO E DI GRANDE  INTERESSE, SARA’ RESO NOTO AL PIU’ PRESTO. RINGRAZIAMO LE TANTE PERSONE CHE SI SONO MOSTRATE INTERESSATE A QUESTO EVENTO E CHE CI INCORAGGIANO SEMPRE A CONTINUARE SULLA STRADA INTRAPRESA .

GEMMA COMETTI

E' in vendita il nuovo libro di Gemma Cometti

"Un tuffo nel passato
Frammenti del presente"
PER INFORMAZIONI : scorpioneeditrice@libero.it – tel. 099/4593993 –
http://www.editricescorpione.it Via Mignogna,1 Taranto


PER INFORMAZIONI : scorpioneeditrice@libero.it – tel. 099/4593993 –
http://www.editricescorpione.it Via Mignogna,1 Taranto




Riflessioni sul 22° Convegno di Taranto

 
Sono ancora confusa ed emozionata, ma felice di essere riuscita a godermi in pieno questo evento; cercherò di commentare a caldo, le mie impressioni confrontandole anche con quelle dei relatori e partecipanti. Come tutti gli anni è stato superato l’indice di gradimento e la preziosità di tutto l’insieme del cast scelto per questa edizione e l’entusiasmo della platea ne ha dato conferma.
 
Sono grata a coloro che hanno saputo apprezzare lo sforzo di tutto lo staff organizzativo per portare nella nostra città sempre nuovi personaggi di grande cultura  e soprattutto in grado di comunicare, da studiosi, difficili concetti ,portandoli alla nostra comprensione e riuscendo sempre a calamitare l’attenzione di tutti.
 
L’unica osservazione è che “forse” questo sforzo e lavoro immane meriterebbe una platea più numerosa e non posso fare a meno di dolermene.  Comunque sento di rivolgere un caloroso grazie a tutti coloro che continuano a condividere con noi questo bisogno di approfondimento: una risposta che soddisfi questo nostro anelito verso l’infinito. Tutto questo senza escludere quella” carezza di Dio” di cui parlava il buon padre Eugenio Ferrarotti : la consolazione nel momento del dolore.
 
Tengo anche a precisare che rinnovo la mia disponibilità per gli incontri mensili compatibilmente con le mie condizioni fisiche aggiungendo però che, avendo notato la quasi totale assenza al nostro convegno, delle persone che frequentano questi incontri, invito ad astenersi coloro che si aspettano altre manifestazioni che esulano da quelli che sono gli argomenti trattati, le testimonianze ed eventuali dibattiti , confronti, e tutto ciò che potrebbe portarci a capire pienamente il vivere e il morire e le realtà attinenti alla dimensione spirituale.
 
Devo esprimere anche la mia soddisfazione per la grande risposta al messaggio sulla “ solidarietà”.
Abbiamo raccolto la somma di 650,00 Euro e abbiamo consegnato 1000,00 Euro alla presidente dell’Associazione” AmicA” Gabriella Ressa la quale si prodiga, assieme ai suoi collaboratori, per portare aiuto ai più poveri della nostra città.
 
Ringraziamo inoltre, il nostro amico e socio Giuseppe Saponaro che ha devoluto il ricavato dalla vendita del suo libro_ “ Così ho ritrovato mio figlio” ( Edizione Grifo)alla nostra Associazione consegnandoci la somma di Euro 1000,00 , un grande aiuto per la realizzazione dei nostri progetti d’amore.

Gemma Cometti



attendiamo i vostri commenti sul convegno
Grazie

Gemma Cometti

E’ nata a Taranto il 28 marzo 1932.
Casalinga, è madre di tre figli, tra cui Davide, il più piccolo, vittima, nell’agosto del 1978, di un incidente subacqueo.
Dal dolore per questa perdita ha tratto la spinta per una ricerca personale, solitaria e costante, partendo dal campo della metafonia.
Si è creata poi, col tempo, una sorta di affinità spirituale, un’audizione interiore che ama definire “telepatia d’amore”.
Ha scritto sulla sua esperienza alcuni libri. Il primo: “I nostri figli - un ponte d’amore con l’aldilà”, edito in prima stampa da Editrice Scorpione di Taranto e, in ristampa“, dalla Hermes edizioni delle Mediterranee, così come le era stato predetto ben due anni prima.
La spinta a scrivere continua: sempre suggerito dalle voci, pubblica il secondo volume: “I nostri figli ci parlano ancora” (Hermes edizioni), il terzo “L’aldilà e la vita – la mia storia infinita (Hermes edizioni) e infine l’ultimo “Il lungo viaggio nell’anima” (Hermes edizioni).
Questo quarto volume vuole testimoniare il cammino, la crescita spirituale e la trasformazione di una madre colpita dal dolore più grande: la perdita di un figlio. Un cammino scavando nel profondo, in simbiosi con l’anima disincarnata, sublimando l’amore, a dimostrazione che nulla si può dimenticare, ma elaborare culminando in un ultimo grande atto d’amore, proprio nei confronti dell’essere amato: la rinunzia al dolore come fine a se stesso e il lento, faticoso cammino per riallacciare un rapporto alimentato sempre dall’amore, quello vero, quello altruistico.
Per meglio comprendere il suo percorso, i libri andrebbero letti in ordinata successione, cominciando dal primo che esprime i toni dell’immediato, lacerante dolore, da cui poi è scaturita la forza per iniziare un feroce duello con la morte fino a sconfiggerla.





Prefazione di Paola Giovetti e
testimonianza di
Padre Uderico Pasquale Magni
Prefazione di Don Adriano Angelo Gennai e introduzione di Paola Giovetti
Prefazione di Paola Giovetti

Tutti i diritti d’autore sono devoluti in beneficenza.

Casa Editrice Mediterranee
ROMA

tel.: 063201656

Prefazione di Paola Giovetti
e introduzione di
Padre Uderico pasquale Magni

Il nuovo e ultimo libro

Il suo cammino iniziale è stato scandito dalle parole; le magnifiche e fortissime voci dal registratore, poi dalla radio, e ancora dal telefono.
Tutti i passaggi evolutivi che hanno richiesto un lavoro interiore molto lungo e complesso, sono stati suggeriti dalle “voci”. Il più difficile da recepire, accettare e mettere in atto è racchiuso in queste parole
“le voci del silenzio”

così Gemma Cometti chiarisce il significato di queste parole:
«Ho percepito questa frase che Davide mi ha trasmesso, ma sul momento non ne ho compreso in pieno tutta la sua profondità. La sua voce, che inizialmente mi giungeva attraverso i mezzi meccanici, era udibile e rispondeva ai bisogni prioritari e prepotenti di una creatura umana che chiedeva segni tangibili di vita, quasi una presenza fisica che alimentasse l’illusione di una continuità di vita terrena. Nell’arco degli anni, poi, un lavoro continuo e incessante ha messo in moto un processo di evoluzione che ha aperto canali fino allora sconosciuti e insospettabili, permettendomi di percepire, gradatamente, attraverso i meandri della mente e del cuore, ciò che l’orecchio non poteva più percepire. Questo meccanismo ha reso possibile la comprensione e l’accettazione del nuovo stato, nella diversa forma di vita di mio figlio, di cui egli voleva rendermi partecipe.
Sul sentiero dell’amore ho condotto i miei passi verso un percorso diverso, non condizionato dalla limitatezza umana; un terzo occhio ha guardato oltre la soglia puramente immaginaria della morte abbattendo barriere invisibili; un terzo orecchio, un’antenna tesa verso l’universo, ha cominciato a captare “le voci del silenzio”.
Questo progresso lento, ma continuo, mi ha permesso di seguire e comprendere meglio la metamorfosi di mio figlio, le sue progressive tappe, finalizzate ad una sempre maggiore elevazione spirituale.
Ho strappato all’inconoscibile il segreto dell’immortalità e la consapevolezza che la vita vissuta in terra non ci viene tolta, ma solo trasformata.
La parola “morte” non aveva più il significato oscuro e definitivo del “non ritorno”; ho cominciato veramente ad imparare e trasmettere agli altri. E il seme, silenziosamente, è divenuto pianta rigogliosa e dai suoi rami sono spuntati teneri germogli.
Attenta testimone di questi forti segnali, essi divenivano messaggi consolatori per tanti, facendosi portavoce di quel messaggio universale la cui chiave d’interpretazione è nell’amore.
“L’amore… la forza che muove le montagne e che non si arrende neanche davanti all’ineluttabilità della morte.
E’ questo il vero grande miracolo che scaturisce da noi stessi, la più importante scoperta che la scienza spesso non riconosce; un patrimonio trasmesso direttamente da Dio all’uomo.
Ecco…”la voce del silenzio” parla in nome dell’”amore”.

In uno dei passaggi successivi mi giunse la spinta ad organizzare i convegni a Taranto, nella mia città, finalizzati sempre alla crescita spirituale.


L’associazione
A questi principi è ispirata la nostra associazione onlus da poco costituita; una ulteriore tappa, non programmata, del mio percorso. Posso dire oggi, guardandomi indietro nell’arco di questi ultimi 32 anni, che una tela misteriosa e invisibile ha intessuto e disegnato i vari accadimenti che si sono succeduti. Una dolce magia ha guidato i miei passi portandomi, giorno dopo giorno, alla realizzazione di eventi straordinari più grandi di me. Per ultima questa nuova iniziativa, in passato improponibile.
Ho avvertito oggi, attorno a me, il consenso e il mio stesso coinvolgimento emotivo fattivamente condiviso da tanti.
Ho preso coscienza di non essere più sola. Sento ora il fiato amico di un esercito di amici che combattono le stesse battaglie da me intraprese.
La nostra associazione non ha fini di lucro, né prevede quote associative ma un reciproco aiuto e sostegno. E’ un movimento che veleggia sull’onda mossa dalla fresca brezza innovativa del pensiero e dello spirito libero del ricercatore. Vuole rappresentare un invito a riscoprire nuovi slanci altruistici a cui lo stesso convegno si ispira, promuovendo ogni anno la consueta “Finestra aperta sulla solidarietà” che ha ospitato organizzazioni umanitarie di grande impegno sociale. Da qualche anno si è creato un gemellaggio con Calcutta, a favore delle strutture create da Madre Teresa per mano del generoso dottor Cesare Santi che presta, assieme ad altri volontari, la sua opera di medico in quelle zone di diseredati.

Il logo
Un accenno anche al logo di questa neonata associazione. Devo premettere e sottolineare che il punto di unione con l’aldilà e con mio figlio Davide stesso non si esprime più, ormai da tempo, con parole o fenomenologie di natura materiale, ma si è interiorizzato, basandosi sulle “percezioni”, una sincronicità di pensieri e sentimenti comprovanti una perfetta simbiosi di anime. Nella particolare ricerca del logo che ci avrebbe rappresentato, la mia mente si soffermava insistentemente sulla mitica figura dell’”araba fenice”, senza però conoscerne l’emblematico significato.
Dopo aver condotto alcune ricerche, arrivai ad una conclusione di notevole rilievo: l’”araba fenice” rappresenta da secoli il simbolo dell’immortalità. Ecco come la descrivevano già Marziale, Plinio il Vecchio e Tacito: “Essa veniva usata per illustrare il concetto di immortalità, di ritorno ciclico, continuo. Fu la corrispondenza immediata con la resurrezione della carne che il suo mito rappresentava, a spingere gli autori cristiani più antichi ad utilizzarlo. Venne identificata con Cristo anche per il fatto che tornava a manifestarsi tre giorni dopo la morte, e come tale venne adottata come simbolo cristiano di immortalità, resurrezione e vita dopo la morte”.
Quale simbolismo poteva essere più appropriato per la denominazione già data alla nostra associazione: “Sopravvivenza e vita eterna”? Tutto ora assumeva un preciso significato: il suggerimento mi sembrava chiaro, ma non altrettanto facile la sua realizzazione figurata: nessuno dei disegni proposti risultava per me soddisfacente.
Decisi di rinunciare, anche se a malincuore, al progetto originario e avevo già scelto una diversa raffigurazione quando, un mattino, al mio risveglio, notai sul guanciale una strana macchia: una figura dai contorni ben precisi.
Era l’immagine di un grande uccello che volava ad ali spiegate, proteso verso l’alto.
Fotografato e riprodotto il nostro logo giunto dal Cielo, è perfetto!


Un’angelica araba fenice che ci piace immaginare in volo verso l’eternità.
Per noi, componenti del comitato dell’associazione, quella Fenice riveste un duplice significato. Il primo è sì, quello della rinascita, della resurrezione, della Vita che rinasce dalla morte. Ma il secondo significato che attribuiamo a quella immagine impressa sul cuscino di una donna che ignorava forma e simbolismo della fenice, riteniamo sia un messaggio diretto a me e ai volontari dell’associazione: un incitamento a non rinunciare, a non lasciarci mai condizionare dalle difficoltà o dalle critiche e a continuare ad impegnarci a diffondere le ricchezze interiori che questo cammino ci ha donato, prima tra tutte la meravigliosa certezza che l’Amore e l’Anima sono eterni».



Per una corrispondenza con Gemma Cometti scrivere a:


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